Saperne di più

Il lungo cammino verso il testamento biologico

1. Che cos’è il testamento biologico
2. Articolo 32 della Costituzione italiana
3. Ostilità della gerarchia ecclesiastica e dei partiti del centro destra
4. Assenza di una legge
5. Varie proposte di legge
6. Carta dell’autodeterminazione
7. Convenzione di Oviedo
8. Codice di deontologia medica italiano
9. Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea
10. Documento del 2003 del Comitato nazionale per la bioetica
11. Il disegno di legge del 2005
12. Piergiorgio Welby
13. Giovanni Nuvoli
14. Paolo Ravasin
15. Le sentenze della magistratura
16. Le due anime del paese
17. L’opposizione della destra al governo
18. La mozione del PD e l’intervento di Ignazio Marino al Senato
19. Gli ultimi sviluppi positivi del caso Englaro
20. Il decreto di un giudice tutelare di Modena
21. La possibilità che sia approvata una legge
22. I casi di coloro che non intendono avvalersi della legge

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Il testamento biologico nel Mondo

1. Gli Stati Uniti d’America
2. Il Canada
3. L’Australia
4. L’Unione Europea
5. Il Belgio
6. La Danimarca
7. La Francia
8. La Germania
9. L’Inghilterra

Sebbene manchi una disciplina legislativa, anche in Inghilterra il Testamento biologico (living will) è riconosciuto, fin dal 1993, da una consolidata giurisprudenza che ne ha anche fissato alcune condizioni per la sua validità.
All’origine di tale orientamento giurisprudenziale c’è una vicenda (caso Bland) che la Corte Suprema del Regno Unito (Divisional Court) sciolse, appunto, nel 1993, con sentenza. La questione riguardava la legittimità o meno dell’interruzione (con conseguente morte del paziente) dell’alimentazione artificiale e della somministrazione di farmaci antibiotici a un paziente in “stato vegetativo permanente” e senza possibilità di riprendere coscienza. Con la sentenza i giudici decisero che i medici non avevano l’obbligo di somministrare trattamenti divenuti inutili a seguito della valutazione scientifica della condizione di vita del paziente e che, quindi, non erano rispondenti al suo “migliore interesse”, l’americano “best interest of the patient”.
Per cui, se il paziente non era in grado di accettare o rifiutare i trattamenti e non aveva rilasciato in precedenza una dichiarazione di volontà in materia, una volta informati i famigliari, si poteva legittimamente procedere all’interruzione dei trattamenti.
L’orientamento giurisprudenziale sviluppatosi a seguito della sentenza, sottopone la validità al Testamento biologico ad alcune condizioni:
a) che le indicazioni siano state formulate dal malato nel possesso della capacità di intendere e volere;
b) che egli abbia preso in considerazione l’esatta situazione fisica e psichica nella quale si potrebbe venire a trovare;
c) che abbia pienamente valutato le conseguenze del rifiuto del trattamento medico;
d) che la volontà non sia stata espressa in base all’influenza di terzi;
e) che il soggetto non abbia cambiato parere dopo la redazione delle direttive.

10. L’Olanda
11. La Spagna

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Il disegno di legge del senatore Ignazio Marino e gli altri

1. Le reazioni inquietanti alla decisione della Corte di Cassazione sul caso Englaro
2. Il disegno di legge del senatore Ignazio Marino
3. L’obiettivo
4. La dichiarazione anticipata di trattamento
5. La rete delle cure palliative
6. Gli operatori della rete
7. La terapia del dolore
8. Gli altri disegni di legge

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