Saperne di più

Il lungo cammino verso il testamento biologico

1. Che cos’è il testamento biologico
2. Articolo 32 della Costituzione italiana
3. Ostilità della gerarchia ecclesiastica e dei partiti del centro destra
4. Assenza di una legge
5. Varie proposte di legge
6. Carta dell’autodeterminazione
7. Convenzione di Oviedo
8. Codice di deontologia medica italiano
9. Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea
10. Documento del 2003 del Comitato nazionale per la bioetica
11. Il disegno di legge del 2005
12. Piergiorgio Welby
13. Giovanni Nuvoli
14. Paolo Ravasin
15. Le sentenze della magistratura
16. Le due anime del paese
17. L’opposizione della destra al governo
18. La mozione del PD e l’intervento di Ignazio Marino al Senato
19. Gli ultimi sviluppi positivi del caso Englaro
20. Il decreto di un giudice tutelare di Modena
21. La possibilità che sia approvata una legge
22. I casi di coloro che non intendono avvalersi della legge

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Il testamento biologico nel Mondo

1. Gli Stati Uniti d’America

Furono gli Stati Uniti d’America a regolamentare per primi, con il “Patient self determination Act”, nel 1991, il Testamento biologico o Testamento di vita (Living Will) a conclusione di un lungo confronto, iniziato negli anni Settanta nelle Corti Supreme di vari Stati, nella Corte Federale, e nella società.
Un passo importante in questo campo si fece già nel 1976, con un’importante sentenza innovativa della Corte Suprema del New Jersey, destinata a costituire la base di ulteriori pronunciamenti negli altri Stati. La sentenza autorizzò i medici ad interrompere le terapie di sostentamento vitale su una ragazza di 22 anni (“caso Quinlan”) ricoverata in “stato vegetativo persistente”, sulla base del principio che il diritto alla privacy di ciascun individuo, garantito dal V° emendamento della Costituzione, prevale rispetto ai potenziali interessi dello Stato al prolungamento della vita, “nel momento in cui il livello di degrado fisico (…) aumenta, e svanisce la prospettiva di un ritorno ad uno stato di coscienza”.
Nello stesso anno (1976), i principi evidenziati nella sentenza costituiscono la base per la regolamentazione ufficiale del Testamento biologico, il Natural death act, letteralmente “documento sulla morte naturale”, nello Stato della California. E subito dopo si sono dotati di legislazione in materia altri Stati, fra i quali Illinois, Louisiana, Tennessee, Texas e Virginia.
Nel 1988 un altro caso, destinato, anch’esso a “fare giurisprudenza” (“caso Cruzan”), esplose nel Missouri: anche qui riguarda una donna in stato vegetativo persistente, anche qui c’è la richiesta dei genitori di sospensione delle terapie. Si passa dal Tribunale (Trial Court), alla Corte Suprema del Missouri, e, infine, nel 1990, alla Corte federale degli USA. Nelle rispettive sentenze vengono fissati altri principi importanti per il successivo dibattito dottrinale e giurisprudenziale, per cui, a seguito della vasta giurisprudenza statale e federale, oggi è delineabile la seguente situazione:
a) nutrizione e idratazione sono trattamenti sanitari, non mezzi per il mantenimento della vita;
b) il paziente cosciente e capace può rifiutare i trattamenti anche se di sostegno vitale;
c) per quanto riguarda il paziente non più cosciente, va rispettato il suo rifiuto di terapie se espresso e documentato in condizioni di capacità;
d) se il paziente non più cosciente non ha espresso, in condizioni di capacità, una propria volontà sulle cure, la decisione sulle scelte terapeutiche, sarà presa da un “fiduciario” (substituted judgement), di solito un familiare che si mette nei panni del paziente incapace.
Inoltre, nell’affrontare la delicata materia si deve, in ogni caso, tenere conto di un principio generale da perseguire: la “migliore soluzione nell’interesse del paziente” (best interest of the patient) per cui si potrà procedere all’interruzione delle cure se le sofferenze derivanti dall’applicazione di trattamenti artificiali non solo superano i possibili benefici a lui derivanti dalla prosecuzione della vita, ma rendono la stessa sostanzialmente disumana.

2. Il Canada
3. L’Australia
4. L’Unione Europea
5. Il Belgio
6. La Danimarca
7. La Francia
8. La Germania
9. L’Inghilterra
10. L’Olanda
11. La Spagna

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Il disegno di legge del senatore Ignazio Marino e gli altri

1. Le reazioni inquietanti alla decisione della Corte di Cassazione sul caso Englaro
2. Il disegno di legge del senatore Ignazio Marino
3. L’obiettivo
4. La dichiarazione anticipata di trattamento
5. La rete delle cure palliative
6. Gli operatori della rete
7. La terapia del dolore
8. Gli altri disegni di legge

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Responses

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