Pubblicato da: liberidiscegliere | gennaio 17, 2009

Il Pd cerca una posizione comune su idratazione e alimentazione

Martedì riunione decisiva

ROMA — Le anime del Pd cercheranno di fondersi attraverso il confronto in un seminario di martedì prossimo tra i capigruppo in Parlamento. Obiettivo, trovare un terreno condiviso sul testamento biologico in vista del dibattito che si aprirà in Commissione Sanità del Senato il 27 gennaio, quando verrà presentata la proposta di legge del Pdl, relatore Raffaele Calabrò. Finora il tentativo di parlare un linguaggio comune è riuscito solo in parte e per questo c’è bisogno di un terzo e probabilmente ultimo confronto.

La spaccatura resta anche se si ragiona su un compromesso da imbastire attorno al tema cruciale: l’interruzione di alimentazione e nutrizione artificiali. Le due metodiche, è la formulazione del passaggio chiave contenuto in una bozza di documento, «non sono assimilabili ad accanimento terapeutico e pertanto sono sempre garantite al paziente fino alla fine della vita, salvo i casi in cui la sospensione sia espressamente oggetto della dichiarazione anticipata di trattamento». È convinto che esistano le premesse «per una posizione finale condivisa» il vicesegretario Dario Franceschini. Eppure manca l’unanimità. Anche se la larghissima maggioranza sposa questa linea — tracciata con decisione dal senatore e chirurgo Ignazio Marino — il partito resta comunque diviso.

Mantengono le distanze i teodem, come conferma la deputata Paola Binetti: «Non voterò questo punto, non sono isolata anche se in minoranza», non arretra, riferendosi a una quindicina di colleghi, come Bobba, Carra e Baio Dossi. Convinti che non si debba mai poter rinunciare a terapie equivalenti, secondo loro, a sostegno vitale. Posizione di un gruppo ristretto, ma rumoroso, di peso. Una ventina di parlamentari si sono già iscritti a parlare. Il dibattito appassiona, è una palestra di crescita culturale, assume un significato politico.

Lo dimostra la sfilata dei big che hanno partecipato al seminario di giovedì scorso. Quasi tutti hanno fatto un salto, stavolta solo per ascoltare. Oltre a Franceschini, D’Alema, Fassino, Bersani. Non si è visto invece Rutelli. L’altra anima del partito, la più rappresentata, si riflette nel pensiero di Marino che sta raccogliendo consensi attraverso il sito http://www.appellotestamentobiologico.it (50 mila adesioni, fra cui Marcello Lippi, Luciana Littizzetto, Maurizio Costanzo, Simona Marchini, Rita Levi Montalcini, Umberto Veronesi): «Non vogliamo una legge per staccare la spina. Va rafforzato il concetto di autodeterminazione previsto dalla Costituzione. Niente di più, niente di meno. E se escludi dalla libertà di scelta alcune terapie, è un passo indietro. Dobbiamo arrivare al dibattito in Parlamento con un profilo definito altrimenti non ci sarà verso di modificare il testo della maggioranza di governo in commissione e in aula».

Testo che con buone probabilità non prevede il diritto di chiedere nel testamento di fine vita lo stop di alimentazione e nutrizione artificiale. Marino sarebbe favorevole che il Pd concluda i lavori con un voto. Ma Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato, ieri sera lo ha escluso. Niente alzate di mano. «Sono soddisfatta — dice Livia Turco —. Marciamo bene verso la convergenza». L’ipotesi sarebbe quella di arrivare a un documento di larghe intese, lasciando libertà di coscienza.

Margherita De Bac
17 gennaio 2009

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