Pubblicato da: liberidiscegliere | gennaio 16, 2009

Clinica di Udine: Eluana non verrà più qui

Udine, 16 gen. – ‘La Casa di Cura Citta’ di Udine comunica di trovarsi costretta a ritirare la propria disponibilita’ ad ospitare la signora Eluana Englaro e l’equipe di volontari esterni per l’attuazione del decreto emesso dalla Corte d’Appello di Milano il 9 luglio 2008, ratificato dalla Corte di Cassazione a sezioni riunite lo scorso novembre. Lo afferma un comunicato emesso poco fa dalla Casa di Cura friulana sottoscritto dall’amministratore delegato Claudio Ricocbon. “Le ragioni di questa sofferta decisione, che viene assunta con amarezza – prosegue la nota – sono da ascriversi alla disamina circa il ‘groviglio’ di norme amministrative e la possibile sovrapposizione di competenze esistenti tra Stato e Regioni”. In sostanza, “gli approfondimenti condotti portano a ritenere probabile che, nel caso si desse attuazione all’ospitalita’ della signora Englaro per il protocollo previsto, il Ministro potrebbe assumere provvedimenti che – per quanto di validita’ temporanea proprio in virtu’ delle specifiche pertinenze delle Istituzioni – metterebbero a repentaglio l’operativita’ della struttura, e quindi il posto di lavoro di piu’ di 300 persone, oltre che di quelli delle societa’ controllate, ed i servizi complessivamente erogati alla comunita’”. Di fronte ad una “tale, concreta prospettiva, la Casa di Cura ha dunque dovuto rinunciare a portare avanti un’azione concepita con l’unico scopo di dare al signor Beppino Englaro il supporto logistico per esaudire la volonta’ della figlia”. “Al termine di questa penosa vicenda, va sicuramente rivolto un sentito ringraziamento alle tante persone che, in vari modi, hanno manifestato concreta solidarieta’ ed appoggio ad una decisione coraggiosa che e’ stata portata avanti fin quando e’ stato possibile. Tanti sono stati gli attestati di stima, provenienti da tutta Italia”.

da Agi News

Stessa notizia via Rai News24

La casa di cura “Citta’ di Udine” non accogliera’ Eluana Englaro per l’attuazione della sentenza che autorizza la sospensione del trattamento di alimentazione e idratazione artificiale. Lo ha reso noto la stessa struttura sanitaria.

“Rispettiamo la decisione contraria assunta dalla Casa di Cura Citta’ di Udine dopo l’atto di indirizzo del ministro Sacconi e non abbiamo altro da aggiungere”. Lo hanno dichiarato Beppino Englaro e l’avvocato Franca Alessio, rispettivamente padre e curatrice speciale di Eluana, in stato vegetativo permanente da 17 anni, in merito alla risposta negativa data dalla casa di cura friulana alla sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale alla donna.

“Siamo costretti a ritirare la disponibilita’ ad ospitare la signora Eluana Englaro e l’equipe di volontari esterni per l’attuazione del decreto emesso dalla Corte d’Appello di Milano il 9 luglio 2008 e ratificato dalla Corte di Cassazione a sezioni riunite lo scorso novembre – ha reso noto la clinica ‘Citta’ di Udine’ – per il “groviglio” di norme amministrative e la possibile sovrapposizione di competenze esistenti tra Stato e Regioni”.

“Gli approfondimenti condotti – e’ detto in un comunicato diffuso nel primo pomeriggio dalla clinica privata – portano a ritenere probabile che, nel caso si desse attuazione all’ospitalita’ della signora Englaro per il protocollo previsto, il Ministro potrebbe assumere provvedimenti che – per quanto di validita’ temporanea proprio in virtu’ delle specifiche pertinenze delle Istituzioni – metterebbero a repentaglio l’operativita’ della struttura, e quindi il posto di lavoro di piu’ di 300 persone, oltre che di quelli delle societa’ controllate, ed i servizi complessivamente erogati alla comunita”‘.

“Di fronte ad una tale, concreta prospettiva – e’ spiegato nel comunicato – la Casa di Cura ha dunque dovuto rinunciare a portare avanti un’azione concepita con l’unico scopo di dare al signor Beppino Englaro il supporto logistico per esaudire lavolonta’ della figlia. Al termine di questa penosa vicenda, va
sicuramente rivolto un sentito ringraziamento alle tante persone che, in vari modi, hanno manifestato concreta solidarieta’ ed appoggio ad una decisione coraggiosa che e’ stata portata avanti fin quando e’ stato possibile”.

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