Pubblicato da: liberidiscegliere | gennaio 3, 2009

Per una morte degna

Sul quotidiano Repubblica, proseguono gli interventi in argomento: è di ieri l’articolo di LUCA e FRANCESCO CAVALLI-SFORZA, nel quale con forza ribadiscono il diritto dei cittadini di decidere sul testamento biologico, negandone l’autorità a chi sta pensando di proibire in forza di legge il distacco dalle macchine. Una citazione:

Nella vicenda di Eluana Englaro, in coma da quasi diciassette anni dopo averne vissuti ventidue, si è giunti allo scontro istituzionale, un po’ come se la magistratura ordinasse la scarcerazione di un detenuto ma il potere esecutivo lo ricacciasse in cella. Eppure la ragazza, sconvolta dall’analoga sorte di un amico, aveva espresso con forza e con chiarezza ai genitori la sua volontà di non essere intubata, se qualcosa del genere fosse accaduto a lei. In un Paese dove ogni giorno muoiono in media quattro lavoratori per incidenti sul lavoro, per lo più dovuti al mancato rispetto di norme di sicurezza che i governi non si preoccupano di fare osservare, quale sadismo senza nome può spingere il ministro a tenere in vita chi è prigioniero del proprio corpo e ha espresso, quando poteva, il desiderio di liberarsene? in nome di quale vita? certo non di quelle che si perdono ogni giorno nelle fabbriche e nei cantieri. Perché il ministro del Lavoro e della Salute non esercita là la sua solerzia?

E oggi molti altri si aggiungono alla richiesta di un referendum presso i cittadini e al governo ad astenersi dal legiferare in modo chiaramente contrario alla Costituzione. Fra essi, il senatore Ignazio Marino, Pd, oncologo di fama internazionale:

Invito il sottosegretario Eugenia Roccella a leggersi le motivazioni delle 30 mila persone che hanno sottoscritto l’appello lanciato da Eugenio Scalfari, da me, Corrado Augias ed altri, sul sito www. appellotestamentobiologico. it, così capirebbe che il Paese non la pensa come lei. Ricordo a lei e a Paola Binetti, del Pd, che la Costituzione parla chiaro: ogni essere umano ha diritto alla salute ma anche quello di rifiutare le terapie. Loro, invece, vogliono una legge che decida a quali terapie debba essere sottoposto un malato terminale, creando anche gravi problemi deontologici al medico.

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