Pubblicato da: liberidiscegliere | dicembre 17, 2008

Vergogna!

di Domenico D’Agostino

Chi non ha voce, i deboli, gli indifesi, devono davvero temere di essere alla mercé di un qualsiasi potere, vero o presunto che sia, purché sia ritenuto tale dai nostri governanti.

Il Governo di destra che regge il nostro paese ha deciso, infatti, di vietare a Eluana Englaro di morire dopo 17 anni di agonia.

E’ bastata la precisa richiesta in tal senso della “Comunità Papa Giovanni XXIII” gestita da Don Lorenzo Benzi, perché un Ministro della Repubblica, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, con un “atto di indirizzo” inviato a tutte le Regioni, precisasse a tutte le strutture sanitarie pubbliche e private del Servizio Sanitario Nazionale che “non è legale” interrompere nutrizione e idratazione delle persone in stato vegetativo persistente..

La notizia è di quelle che lasciano sconcertati, sopraffatti dal pensiero che solo un grande odio ideologico e una incommensurabile cattiveria, sorretti da un’inclinazione al servilismo e all’indifferenza per la legge, può spingere un uomo di governo a infierire tanto duramente contro un essere indifeso come la sventurata Eluana Englaro.

L'”atto di indirizzo”, infatti, ha per obiettivo esclusivo il tentativo di mantenere Eluana nello stato di non vita nel quale giace da 17 anni ormai.

Non sappiamo se per mancanza di coraggio o per volontà di farsi beffa di chi lo ascoltava, presentando il suo “atto”, il Ministro ha affermato che riteneva doveroso farlo “affinché tutto il servizio sanitario nazionale si uniformi al dovere di garantire a qualunque persona diversamente abile il diritto alla nutrizione e all’idratazione”.

Oppure se, più semplicemente, ha preferito usare una formula ipocrita piuttosto che rivelare che lui, il Ministro, in effetti, aveva dovuto ricorrere al sotterfugio dell'”atto di indirizzo” perché non poteva dire no chi gli aveva chiesto un intervento immediato prima che Eluana si avviasse lungo il percorso che le avrebbe dato la libertà negata per 17 lunghissimi anni.

E’ avvenuto solo ieri.

Come ci informava una nota di Apcom da Roma, ieri, per l’appunto, don Aldo Bonaiuto presentando una fiaccolata “per chiedere al governo e ai parlamentari di prendere posizione a favore della vita di Eluana Englaro” promossa dalla “Comunità Giovanni XXIII”, senza mezzi termini si era spinto fino a offendere la Corte di Cassazione, il Parlamento e il Governo affermando: “Se si vuole si può ancora fermare questa sentenza mostruosa, basterebbe un decreto legge affinché la sentenza sia annullata. Chiediamo che si muova il governo e i parlamentari, nessuno metta la testa sotto la sabbia”. Il governo, evidentemente non si è sentito offeso, anzi. Bastava trovare l’esecutore, individuato nel Ministro Sacconi, per la sua competenza sulla Sanità. Il quale, probabilmente avrà fatto lavorare gli “Uffici” per trovare la soluzione, mentre lui si rallegrava fra sé e sé per la possibile benemerenza che avrebbe acquisito oltre Tevere.

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